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Inertizzazione/Bonifica

Stima del fabbisogno di azoto e della concentrazione residua con quattro metodi di calcolo.

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Guida alla compilazione

Volume: inserire il volume interno effettivamente occupato dal gas, sottraendo liquidi e solidi. 1 000 L = 1 m³.

Concentrazioni: usare sempre la stessa base volumetrica/molare per il contaminante (es. O₂). 1% = 10 000 ppmv; 10 ppmv = 0,001%. Ci è la concentrazione iniziale misurata, Cf l’obiettivo del processo e C₀ quella dichiarata o misurata nell’azoto. Il valore iniziale C₀ = 0 è un’ipotesi di gas privo del contaminante, da verificare.

Pressioni: nel vuoto usare mbar(a) e verificare minima < massima. Per pressurizzazione e flussaggio usare bar(g); il calcolo aggiunge la pressione atmosferica locale. Dopo scarico, 0 bar(g) indica pressione atmosferica. Non inserire la pressione di alimentazione se diversa da quella effettivamente raggiunta nel recipiente.

Scegliere la sezione: vuoto per evacuazione e reintegro; pressurizzazione per carica e scarico; concentrazione residua per verificare cicli già assegnati; flussaggio per immissione e scarico continui. I cicli necessari sono arrotondati per eccesso, mostrando la concentrazione realmente prevista.

Obiettivo: il calcolo non propone una soglia universale di sicurezza. Cf deve derivare dal processo e dalle procedure applicabili. Se Ci è già ≤ Cf, il fabbisogno aggiuntivo è zero. Una riduzione a Cf ≤ C₀ non è raggiungibile con un numero finito di cicli o ricambi.

Limiti: modello per gas, senza perdite, ingressi d’aria, rilascio da superfici, evaporazione o zone non miscelate. Non dimensiona pompa, valvole o scarichi. Verificare l’idoneità del recipiente a pressione/vuoto e misurare il contaminante nei punti rappresentativi; il risultato non certifica l’avvenuta bonifica né autorizza l’accesso al recipiente.

Condizioni di calcolo

Il consumo è espresso in m³ alle condizioni di riferimento sopra indicate (predefinite: 15 °C e 0,97992 bar(a)). Modello ideale, isotermo e a miscelazione completa: stima preliminare, senza correzione per gas reali.

1Bonifica sotto vuotoCicli e consumo di azoto
Consumo teorico di azoto—m³
Cicli interi necessari n—
Concentrazione residua stimata Cn—% vol.

Un ciclo comprende evacuazione e reintegro fino alla pressione alta. Inserire pressioni assolute, non depressioni manometriche. La concentrazione finale è quella dopo il reintegro.

r = Pmin/Pmax; Cn = C₀ + (Ci − C₀)·rⁿ; n = ceil[ln((Cf − C₀)/(Ci − C₀))/ln(r)]; Vref = n·V·(Pmax − Pmin)/Pref·Tref/T.

Ci = concentrazione iniziale del contaminante; Cf = concentrazione obiettivo; C₀ = concentrazione del contaminante nell’azoto immesso; Cn = concentrazione residua prevista dopo n cicli completi. Tutte le concentrazioni usano la stessa unità [% vol.].

r = rapporto di pressione Pmin/Pmax, senza unità: nel modello rappresenta la frazione di gas precedente mantenuta dopo un ciclo. Pmin e Pmax = pressione minima e massima del ciclo, assolute e nella stessa unità; n = numero di cicli completi.

ln = logaritmo naturale; ceil = arrotondamento all’intero superiore (esempio: ceil(4,64) = 5); rⁿ = r elevato al numero n di cicli. La formula dei cicli si applica quando Ci > Cf > C₀; se Ci ≤ Cf, non occorre un’ulteriore riduzione.

V = volume interno libero occupato dal gas [m³]; Vref = consumo di azoto alle condizioni di riferimento [m³]; Pref = pressione assoluta di riferimento, nella stessa unità delle pressioni operative; T = temperatura del gas nel recipiente [K]; Tref = temperatura di riferimento [K]. Conversione: K = °C + 273,15.

Limiti: modello per gas, senza perdite, ingressi d’aria, rilascio da superfici, evaporazione o zone non miscelate. Non dimensiona pompa, valvole o scarichi. Verificare l’idoneità del recipiente a pressione/vuoto e misurare il contaminante nei punti rappresentativi; il risultato non certifica l’avvenuta bonifica né autorizza l’accesso al recipiente.

2Bonifica per pressurizzazionePressurizzazione e successivo scarico
Consumo teorico di azoto—m³
Cicli interi necessari n—
Concentrazione residua stimata Cn—% vol.

Un ciclo comprende carica con azoto, miscelazione e scarico fino alla pressione bassa. Il recipiente parte alla pressione bassa; lo scarico non modifica la concentrazione di una miscela omogenea.

r = Pmin/Pmax; Cn = C₀ + (Ci − C₀)·rⁿ; n = ceil[ln((Cf − C₀)/(Ci − C₀))/ln(r)]; Vref = n·V·(Pmax − Pmin)/Pref·Tref/T.

Ci = concentrazione iniziale del contaminante; Cf = concentrazione obiettivo; C₀ = concentrazione del contaminante nell’azoto immesso; Cn = concentrazione residua prevista dopo n cicli completi. Tutte le concentrazioni usano la stessa unità [% vol.].

r = rapporto di pressione Pmin/Pmax, senza unità: nel modello rappresenta la frazione di gas precedente mantenuta dopo un ciclo. Pmin e Pmax = pressione minima e massima del ciclo, assolute e nella stessa unità; n = numero di cicli completi.

ln = logaritmo naturale; ceil = arrotondamento all’intero superiore (esempio: ceil(4,64) = 5); rⁿ = r elevato al numero n di cicli. La formula dei cicli si applica quando Ci > Cf > C₀; se Ci ≤ Cf, non occorre un’ulteriore riduzione.

V = volume interno libero occupato dal gas [m³]; Vref = consumo di azoto alle condizioni di riferimento [m³]; Pref = pressione assoluta di riferimento, nella stessa unità delle pressioni operative; T = temperatura del gas nel recipiente [K]; Tref = temperatura di riferimento [K]. Conversione: K = °C + 273,15.

Limiti: modello per gas, senza perdite, ingressi d’aria, rilascio da superfici, evaporazione o zone non miscelate. Non dimensiona pompa, valvole o scarichi. Verificare l’idoneità del recipiente a pressione/vuoto e misurare il contaminante nei punti rappresentativi; il risultato non certifica l’avvenuta bonifica né autorizza l’accesso al recipiente.

3Concentrazione residua dopo i cicliVerifica di un numero di cicli assegnato
Concentrazione residua stimata Cn—% vol.

r = Pmin/Pmax; Cn = C₀ + (Ci − C₀)·rⁿ; n = ceil[ln((Cf − C₀)/(Ci − C₀))/ln(r)]; Vref = n·V·(Pmax − Pmin)/Pref·Tref/T.

Ci = concentrazione iniziale del contaminante; Cf = concentrazione obiettivo; C₀ = concentrazione del contaminante nell’azoto immesso; Cn = concentrazione residua prevista dopo n cicli completi. Tutte le concentrazioni usano la stessa unità [% vol.].

r = rapporto di pressione Pmin/Pmax, senza unità: nel modello rappresenta la frazione di gas precedente mantenuta dopo un ciclo. Pmin e Pmax = pressione minima e massima del ciclo, assolute e nella stessa unità; n = numero di cicli completi.

ln = logaritmo naturale; ceil = arrotondamento all’intero superiore (esempio: ceil(4,64) = 5); rⁿ = r elevato al numero n di cicli. La formula dei cicli si applica quando Ci > Cf > C₀; se Ci ≤ Cf, non occorre un’ulteriore riduzione.

V = volume interno libero occupato dal gas [m³]; Vref = consumo di azoto alle condizioni di riferimento [m³]; Pref = pressione assoluta di riferimento, nella stessa unità delle pressioni operative; T = temperatura del gas nel recipiente [K]; Tref = temperatura di riferimento [K]. Conversione: K = °C + 273,15.

Limiti: modello per gas, senza perdite, ingressi d’aria, rilascio da superfici, evaporazione o zone non miscelate. Non dimensiona pompa, valvole o scarichi. Verificare l’idoneità del recipiente a pressione/vuoto e misurare il contaminante nei punti rappresentativi; il risultato non certifica l’avvenuta bonifica né autorizza l’accesso al recipiente.

4Flussaggio continuoConsumo, portata o durata
Consumo teorico di azoto—m³
Volume azoto alle condizioni di flussaggio—m³
Ricambi teorici di volume N—
Portata alle condizioni di riferimento Qref—m³/h
Durata del flussaggio t—min

Ingresso di azoto e uscita della miscela simultanei, a pressione costante. Portata e consumo devono riferirsi alle stesse condizioni indicate sopra; il modello non rappresenta lo spostamento a pistone.

N = ln((Ci − C₀)/(Cf − C₀)); Vflusso = V·N; Vref = Vflusso·P/Pref·Tref/T; Qref = Vref·60/t; t = Vref·60/Qref.

Ci = concentrazione iniziale del contaminante; Cf = concentrazione obiettivo; C₀ = concentrazione del contaminante nell’azoto immesso. Tutte le concentrazioni usano la stessa unità [% vol.]. ln = logaritmo naturale.

N = numero teorico di ricambi del volume, senza unità, distinto dal numero n di cicli; Vflusso = volume di azoto immesso alle condizioni di flussaggio [m³]; P = pressione assoluta di flussaggio, nella stessa unità di Pref.

V = volume interno libero occupato dal gas [m³]; Vref = consumo di azoto alle condizioni di riferimento [m³]; Pref = pressione assoluta di riferimento, nella stessa unità delle pressioni operative; T = temperatura del gas nel recipiente [K]; Tref = temperatura di riferimento [K]. Conversione: K = °C + 273,15.

Qref = portata di azoto alle condizioni di riferimento [m³/h]; t = durata del flussaggio [min]. Il fattore 60 converte minuti e ore.

Limiti: modello per gas, senza perdite, ingressi d’aria, rilascio da superfici, evaporazione o zone non miscelate. Non dimensiona pompa, valvole o scarichi. Verificare l’idoneità del recipiente a pressione/vuoto e misurare il contaminante nei punti rappresentativi; il risultato non certifica l’avvenuta bonifica né autorizza l’accesso al recipiente.

Sicurezza e verifica della bonifica

Il calcolo stima il consumo di azoto e la concentrazione residua del contaminante nelle condizioni indicate. La conferma dell’avvenuta bonifica richiede misure sul sistema reale: il raggiungimento del volume o del numero di cicli calcolato, da solo, non dimostra il raggiungimento dell’obiettivo.

1. Come scegliere la concentrazione obiettivo

La concentrazione obiettivo Cf dipende dallo scopo della bonifica: protezione del prodotto, rimozione di un contaminante o prevenzione di atmosfere esplosive.

Quando il contaminante è l’ossigeno e lo scopo è prevenire un’esplosione, occorre conoscere la concentrazione limite di ossigeno, indicata come LOC — Limiting Oxygen Concentration, pertinente alla sostanza combustibile, al gas inerte e alle condizioni del processo.

La LOC non è una soglia universale e non coincide automaticamente con il valore da impostare per l’esercizio. La concentrazione operativa ammissibile deve considerare un margine rispetto alla LOC, tenendo conto delle variazioni di pressione e temperatura, dell’incertezza delle misure e dei tempi di risposta del sistema di controllo.

MyGasApp non determina questo limite: il valore Cf deve essere definito sulla base di dati tecnici pertinenti e delle procedure applicabili al processo.

2. Atmosfera inertizzata e sicurezza delle persone

Ridurre l’ossigeno può proteggere il processo dal rischio di incendio o esplosione, ma può rendere l’atmosfera pericolosa per le persone.

L’azoto è incolore e inodore: i sensi non consentono di riconoscere una carenza di ossigeno. Anche gli scarichi della bonifica possono creare atmosfere pericolose nelle aree circostanti, soprattutto dove la ventilazione è insufficiente.

La concentrazione obiettivo del processo non è un criterio di respirabilità né un’autorizzazione all’ingresso nel recipiente. Eventuali accessi richiedono una valutazione e una procedura specifiche, distinte dal calcolo di inertizzazione.

3. Come verificare il risultato

La concentrazione del contaminante deve essere misurata con uno strumento idoneo al gas e all’intervallo di concentrazione atteso.

I punti di campionamento devono rappresentare il volume da bonificare. Zone poco miscelate, diramazioni cieche e volumi non attraversati efficacemente dal gas possono conservare concentrazioni maggiori di quelle previste dal modello.

La verifica deve considerare:

  • idoneità, taratura e tempo di risposta dello strumento;
  • posizione dei punti di campionamento;
  • stabilità delle letture nelle condizioni previste dal processo;
  • possibili ingressi d’aria o ulteriori apporti di contaminante.

Se il risultato misurato non raggiunge l’obiettivo, occorre verificare le condizioni reali, la distribuzione del gas e le possibili fonti di contaminazione prima di considerare conclusa la bonifica.

Riferimenti tecnici: Linde — Inerting in the chemical industry, capitoli 9–11, pp. 34–41; EIGA Doc 44/18 — Hazards of Oxygen-Deficient Atmospheres.

Riferimento tecnico: Linde — Inerting in the chemical industry, §8, pp. 32–33

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